QUANDO LA PREGHIERA DIVIENE DISPERATA
 
Mentre il mondo sta vacillando pericolosamente,  un po’ dovunque, i cristiani
stanno affrontando prove di durezza sempre più intensa. Per quanto mi riguarda
lo stress e le afflizioni sono i miei compagni giornalieri. Proprio per questo
la mia vita di preghiera sta cambiando in aspetto e sostanza. E debbo
confessarlo, sopraffatta a volte da queste situazioni dolorose riguardo al
“ritardo” dell’intervento di Dio, spesso ho dubitato della Sua volontà di
tirarmi fuori dalle tribolazioni che affliggono la mia vita e che devo
affrontare giorno dopo giorno.
Così, in questi tempi di scoraggiamento e stanchezza, in ginocchio davanti a
Lui, ho gridato:” Signore, qual è lo scopo di tutto questo? Che cosa stai
operando in me? Io so che Tu sei controllo, perciò ci deve essere una ragione
perché stai permettendo che satana continui ad affliggermi.
“Sii un intercessore!”, le Sue risposte verso di me sono state sempre in
relazione alla preghiera.
 
Ora, quello che il Signore mi ha fatto comprendere, è che vi sono due modi di
pregare, che Egli sta cercando nella Sua Chiesa. Uno è relativo alla giustizia
dell’uomo o della donna che sono dietro la preghiera. L’altro ha a che fare con
l’ardore (il fervore) e la perseveranza.
Mentre condivido dal cuore ciò che per me è stata una rivelazione, prego il
Signore affinché consoli, rafforzi ed ispiri coloro la cui fede è stata scossa
e sono divenuti stanchi e scoraggiati sentendosi sconfitti e pronti a mollare
tutto di fronte a ciò che sta accadendo nel mondo.
 
La giustizia messa alla prova.
Gesù ci ha avvertito che, prima del Suo ritorno, ci sarebbero stati tempi di
afflizione (Luca 21:25-26 : Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle
stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e
delle onde; gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà
per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate.) Le
cattive notizie che giornalmente ci bombardano attraverso i “media”, sono una
dimostrazione lampante dell’ingiustizia sempre più crescente di questo mondo
che vive senza Dio.
 
  Anche l’apostolo Paolo ci ha avvertiti che questo sarebbe avvenuto. In 2
Timoteo 3:13, scrive : “Ma gli uomini malvagi e gli impostori andranno di male
in peggio, ingannando gli altri ed essendo ingannati.”
Giovanni pure scrive così : “Chi è ingiusto continui a praticare
l'ingiustizia; chi è impuro continui a essere impuro; e chi è giusto continui a
praticare la giustizia, e chi è santo si santifichi ancora" (L’enfasi è
aggiunta).
Infine Daniele profetizzò che negli ultimi giorni, “Molti saranno purificati,
imbiancati, affinati; ma gli empi agiranno empiamente…..” (Daniele 12:10).
 
Non è difficile vedere quello che satana sta facendo  tutto intorno a noi, ma
riusciamo noi a vedere quello che Dio sta facendo nella Chiesa? Il Signore ha
detto che quando il nemico sarebbe venuto come un fiume Egli avrebbe alzato il
Suo stendardo contro di lui (“…perciocchè il nemico verrà a guisa di fiume;
[ma] lo Spirito del Signore leverà lo stendardo contro a lui.” – Isaia 59:19 –
versione Diodati).
Un giorno, mentre stavo meditando questa scrittura, lo Spirito Santo ha
parlato al mio cuore suggerendomi di considerare la parola “stendardo” non come
una bandiera (che è il suo significato originale), ma come ad una pietra di
paragone, una misura o un livello. La bandiera rappresenta anche uno dei nomi
del Signore : Jehovah-Nissi.
Il Nome del Signore è un’arma potente da usare nel combattimento spirituale,
così come la preghiera, la lode, l’adorazione ecc. Perciò quando, attraverso la
preghiera e la lode, innalziamo il Nome vittorioso del Signore, stiamo
raggiungendo un livello spirituale più alto.
Così quando Isaia dice “…lo Spirito del Signore leverà lo stendardo..” contro
il nemico, io credo che il Signore sta dicendo anche “Io sto alzando il livello
della Lode, il livello della Preghiera, il livello della Giustificazione, il
livello della Santità, il livello della Fede, il livello della Giustizia e così
via”.
Questo certamente è in armonia con l’idea di innalzare una bandiera.
Come ben sappiamo, la bandiera è un’insegna di guerra ed una dichiarazione di
vittoria e conquista. Quando una bandiera è innalzata su un territorio indica
che il governo rappresentato da quella bandiera è in controllo su quel luogo.
E allora, non basta pregare, non basta lodare, non basta agire rettamente….l’
asticella deve essere alzata.
Io credo, che come me, molti nel Corpo di Cristo si possono identificare nel
crogiuolo di Giobbe. Benché non voglia dilungarmi su questo punto, pure una
cosa riguardo a Giobbe la voglio dire, e la dobbiamo comprendere : Dio mise l’
auto-giustizia Giobbe a dura prova fino al punto, che alla fine, le sue
preghiere furono efficaci e compiute.
 
La preghiera del giusto ha una grande efficacia. Dio sta cercando le
preghiere di uomini e donne giusti .
Quando Dio era pronto a distruggere Sodoma e Gomorra, Abraamo, l’amico di
Dio,
s'accostò a Lui e gli disse: "Farai tu perire il giusto insieme con l'empio?
Forse ci son cinquanta giusti nella città; farai tu perire anche quelli? o non
perdonerai tu a quel luogo per amore de' cinquanta giusti che vi sono? Lungi da
te il fare tal cosa! il far morire il giusto con l'empio, in guisa che il
giusto sia trattato come l'empio! lungi da te! Il giudice di tutta la terra non
farà egli giustizia?  E l'Eterno disse: "Se trovo nella città di Sodoma
cinquanta giusti, perdonerò a tutto il luogo per amor d'essi" (Genesi 18:23-
26).
 
Voi conoscete il resto della storia. Abraamo continuò a fare la stessa
richiesta misericordiosa a Dio, fino a giungere a 10 persone giuste che – se
presenti – sarebbero rimaste come un “gap” per la salvezza di Sodoma e
Gomorra.
Oggi Dio, di nuovo, non sta cercando semplicemente preghiera ma intercessori
come Abraamo. Credenti considerati essere “amici” con Dio, che “praticano
giustizia” e che camminano rettamente con Lui.
 
Il livello dell’orgoglio, dell’arroganza, della ribellione, dell’ingiustizia
e della perversione, oggi sta raggiungendo il suo massimo. Il nemico vuole
innalzare la sua bandiera sulla terra ma Dio avrà un popolo provato e
purificato la cui giustizia aggiungerà molta efficacia alle proprie preghiere
private e corporali.
 
 
 
 
 
L’intensità di un pianto
 
Attraverso gli anni ho pregato tanto per il ritorno dei miei figli
“prodighi”, ma mai con l’intensità e l’angoscia dell’anima – accompagnati dal
pianto – così come ho fatto negli ultimi mesi.
Sempre, mi sono avvicinata al Trono del mio Dio e Padre con canti di
adorazione, lode e dichiarazione di promesse vittoriose, che Egli mi aveva dato
attraverso gli anni. Ultimamente però, il canto con cui normalmente inizio il
mio tempo di devozione, mi si smorzava rapidamente in gola e l’adorazione ben
presto, si trasformava in un disperato grido di misericordia.
E mi sono chiesta :“Dov’è finita la mia fede? Certamente Dio non mi vede con
favore quando prego in un modo così angoscioso”.
Così, colpa e condanna si sono aggiunte al mio dolore, rendendo ancora più
dura l’attesa di ricevere dal Signore.
 
Ma lo Spirito Santo, che è il nostro prezioso Insegnante e Consolatore, ha
cominciato ad attirare la mia attenzione su molte Scritture, dove ci è detto
che il Signore manifesta Se stesso a coloro che piangono in disperazione.
Come Maria Maddalena che se ne stava fuori vicino al sepolcro di Gesù a
piangere, anch’io sono stata fuori della tomba delle mie circostanze, la tomba
della mia speranza perduta, piangendo sulle condizioni fisiche, emotive e
spirituali dei miei cari (Giovanni 20:11-18).
Maria pianse, ma lei vide anche Gesù, faccia a faccia,  e così farò anch’io.
Così farai anche tu che stai in disperazione davanti alla tomba dei tuoi sogni
e delle tue aspettative.
 
Nella Bibbia ci è detto di molte altre persone che piansero e videro Gesù,
faccia a faccia.
In Genesi 21 leggiamo la storia di Agar, la serva di Sara. Abraamo l’aveva
mandata via, lei e suo figlio Ismaele, nel deserto, così come il Signore l’
aveva diretto (21:12). Quando le provviste di pane e acqua finirono, Agar andò
a sedersi lontano da suo figlio perché non poteva vedere suo figlio morire. E
seduta così, alzò la voce e pianse! (21:16).
Allora lei vide l’Angelo di Dio, faccia a faccia, ed il Signore le riportò
suo figlio.
 
In Isaia 38 troviamo la storia di Ezechia che, malato di una malattia che lo
stava conducendo alla morte, scoppiò in un gran pianto (v. 3), perché
desiderava vedere il Signore nella terra dei viventi. Dio udì quel grido, vide
quelle lacrime (v.5) e aggiunse 15 anni alla sua vita.
 
Anche Anna, la moglie di Elcana, piangeva e non mangiava più perché era
sterile. Ma lei gridò a Dio. E’ scritto che : “Lei aveva l’anima piena di
amarezza e pregò il Signore dirottamente” (1 Samuele 1:10).
Il risultato? Dio rispose al suo grido angoscioso ed Anna vide il Signore
quando Egli le dette più che un figlio, le dette un profeta, Samuele.
 
Infine, non dobbiamo dimenticarci di Giobbe, che nel mezzo delle sue
afflizioni gridò a Dio nell’angoscia del suo spirito e si lamentò nell’amarezza
dell’anima sua (Giobbe 7:11). Alla fine, il Signore si rivelò a Giobbe in tutta
la Sua potenza maestosa e Giobbe si rese conto di aver conteso, fino ad allora,
con satana stesso e di aver esaltato i suoi attacchi demoniaci piuttosto che la
magnificenza, insormontabile e impareggiabile della  grandezza di Dio.
“Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l'occhio mio ti ha visto.
Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere" (Giobbe 42:5-6).
Si, Giobbe vide il Signore faccia a faccia. E vide la sua salvezza, la sua
giustificazione, e la restaurazione del doppio di tutto ciò che aveva perduto.
 
Promesse per coloro che gridano al Signore :
 
Salmo 30:5 :  “….La sera ci accompagna il pianto; ma la mattina viene la
gioia”.
 
Salmo 126 : “Quando il SIGNORE fece tornare i reduci di Sion, ci sembrava di
sognare. Allora spuntarono sorrisi sulle nostre labbra e canti di gioia sulle
nostre lingue. Allora si diceva tra le nazioni: "Il SIGNORE ha fatto cose
grandi per loro". Il SIGNORE ha fatto cose grandi per noi, e noi siamo nella
gioia.
SIGNORE, fa' tornare i nostri deportati, come torrenti nel deserto del
Neghev. Quelli che seminano con lacrime, mieteranno con canti di gioia.
Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti
di gioia quando porterà i suoi covoni”.
 
Apocalisse 21:4 : “Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà
piú la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono
passate".
 
 
Quando la preghiera si trasforma in pianto
 
Piangere davanti a Dio è una forma di preghiera che il Signore sta cercando
su tutta la terra. E piangere non sempre si riferisce solo alle lacrime o alla
sua durata. Può essere un gemito, un dolore profondo del cuore o un pianto
silenzioso dell’anima. E’ come il salmista dice, :“Un abisso chiama un altro
abisso…” (Salmo 42:7).
 
C’è un tipo di pianto che il Signore ignora: sto parlando del piagnucolio,
del mal di pancia, del lamentarsi, del piagnucolamento lamentoso. Come una
madre, il Signore riconosce questo suono e lo ignora, ma come una madre Egli
corre quando ode il pianto di uno dei suoi figli che è in difficoltà.
 
Salmo 22:24 :  “Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del
sofferente, non gli ha nascosto il suo volto; ma quando quello ha gridato a
lui, egli l'ha esaudito”.
 
Il grido di dolore viene solo quando noi realizziamo che Dio è l’unica
risposta che abbiamo per il problema o la situazione che stiamo attraversando.
Questa sofferenza e dolore vengono  quando non esiste più nessun’altra via per
la nostra liberazione. Tutto è inutile:  soldi, droga, salute, cibo, fondo
pensione, amici o falsi idoli ai quali abbiamo creduto,….niente di tutto questo
può portarci liberazione. Quando tutto questo sparisce, il grido diventa
intenso perché il Signore è l’unica fonte di Aiuto.
 
La Bibbia ci parla di persone che, per varie ragioni hanno gridato a Dio. Vi
invito a leggere questi brani :
 
1. Matteo 15:22-28 – una madre grida al Signore affinché abbia pietà di lei e
liberi la figlia tormentata da un demone. Per la sua persistenza di fede riceve
il miracolo da Dio.
2. Marco 9 – un padre grida al Signore (v. 24) per il suo figlio tormentato
da un demone e per avere una fede più grande per credere.
3. Giona 2:1-10 – un grido disperato per essere riscattato da una situazione
impossibile.
“Dal ventre del pesce Giona pregò il SIGNORE, il suo Dio, e disse:
"Io ho gridato al SIGNORE, dal fondo della mia angoscia, ed egli mi ha
risposto; dalla profondità del soggiorno dei morti ho gridato e tu hai udito la
mia voce…… Quando la vita veniva meno in me, io mi sono ricordato del SIGNORE e
la mia preghiera è giunta fino a te, nel tuo tempio santo. Quelli che onorano
gli idoli vani allontanano da sé la grazia; ma io ti offrirò sacrifici, con
canti di lode; adempirò i voti che ho fatto. La salvezza viene dal SIGNORE". E
il SIGNORE diede ordine al pesce, e il pesce vomitò Giona sulla terraferma”.
4. Dal Salmo 18 -  un grido per essere riscattati da nemici troppo forti per
noi. Dio interviene con grande manifestazione di potenza e giustizia.
“Nella mia angoscia invocai il SIGNORE, gridai al mio Dio. Egli udí la mia
voce dal suo tempio, il mio grido giunse a lui, ai suoi orecchi”.
“Allora la terra fu scossa….un fumo saliva dalle Sue narici e fuoco dalla Sua
bocca……Egli abbassò i cieli, una fitta nube aveva sotto i piedi….tonò nei
cieli…. e le nubi si sciolsero con grandine ….scagliò le Sue saette e disperse
i nemici…lanciò folgori e li mise in fuga…. mi liberò dal mio potente nemico…..
il Signore fu il mio sostegno”.
5. Salmi 142 e 143 – un grido per essere liberati da schiavitù e
persecuzione.
6. Luca 18:1-8 – il grido persistente, incessante della vedova per avere
giustizia.
Lei rifiutò di smettere e rassegnarsi. Dio, il nostro giusto giudice, trovò
il lei ciò che vuole trovare sulla terra quando Gesù ritornerà : una fede così
tenace che non smette di credere fino a che gli occhi non abbiano visto la Sua
potente manifestazione.
 
Il cuore piangente di Dio
Dio vede il dolore, il fallimento, l’agonia e la disperazione di coloro che
trasgrediscono le Sue leggi e non camminano nelle Sue vie. Il Suo cuore pieno
di compassione desidera che queste persone tornino a Lui, non perché abbia
bisogno di loro, ma perché esse hanno bisogno di Lui, il Padre.
C’è un grido di dolore ne cuore di Dio per tutte le creature a cui è impedita
la nascita e fatte abortire nel grembo della madre, c’è un grido di dolore per
i bambini abusati, per coloro che sono oppressi e abbandonati, per un mondo in
confusione e tumulto. Nel Suo cuore c’è un grido di dolore per salvare,
redimere e restaurare e Lui vuole mettere questo grido nel cuore di coloro che
vogliono condividere la Sua pena in intercessione affinché la Sua volontà in
cielo possa essere fatta qui sulla terra.
 
Vuoi tu essere, con me, uno di loro? Vogliamo gridare a Dio per le nostre
famiglie, per le nostre chiese, per le nostre strade, per le nostre città ?
Oh, Signore, dacci il Tuo cuore per questo mondo!
 
Laura Pedota
laura@truthandlightministry.com
 
 
 
 
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